domenica 25 marzo 2018

Tivù di Carta: Recensione anime "Children of the Whales"

Tivù di Carta è una rubrica ideata da me, ma sicuramente ne esisteranno di molto simili, per parlarvi, consigliarvi e recensirvi le ultime stagioni delle serie tv più amate o delle nuove scoperte/uscite. Non ha una cadenza periodica.


Buon pomeriggio amici e lettori, quest'oggi volevo recensirvi una recente visione ultimata su Netflix, l'anime: Children of the Whales di Abi Umeda. Nonostante non sia un anime molto lungo, comprende solamente dodici episodi, mi sarei aspettata quel qualcosa in più che per me è mancato.

   Children of the Whales
- クジラの子らは砂上に歌う
autore: Abi Umeda;
regista: Kyōhei Ishiguro;
disegni: Abi Umeda;
puntate: 12 episodi da 24 minuti;
studio: J.C.Staff;
tratto da: Children of the Whales;
genere: soprannaturale, fantastico.


Recensione


Children of the Whales è tratto l'omonimo manga, scritto e disegnato da Abi Umeda. La storia parla degli abitanti della Balena di Fango, una gigantesca nave che naviga senza sosta nell'oceano di sabbia. La popolazione è estremamente pacifica e si costituisce di due principali categorie: i marchiati e i non marchiati. I marchiati hanno un potere chiamato thymia, un'incredibile risorsa per tutta l'isola fluttuante, ma anche una condanna. I marchiati infatti non superano i trent'anni, perdono a poco a poco le forze e per tale motivo a capo del villaggio, nel ricoprire i ruoli "politici", ci sono i non marchiati.

Da questo anime non sapevo letteralmente cosa aspettarmi. L'inizio è calmo e pacifico, fa quasi sperare in una storia fatta di accettazione e avventura priva di violenza; si cambia idea in fretta. Tuttavia, nonostante il filone principale mi attirasse un sacco, la storia l'ho trovata sviluppata molto frettolosamente e anche male in alcuni punti. Ovviamente io esprimo la mia opinione, cercherò di spigarvi cosa e come le cose non mi son piaciute cercando di fare meno riferimenti specifici alla trama, quindi spoiler, possibili.



Gli abitanti della Balena di Fango vivono di agricoltura, in un mondo semplice e pacifico. Un vero e proprio paradiso galleggiante. A capo di tutti, chi prende le vere decisioni importanti, c'è il consiglio degli anziani, formato dagli abitanti che superano una certa età. Essendo chiamati per anzianità e non per meritocrazia, esso è formato totalmente da non marchiati. Vivendo in questo paradiso tagliato fuori dal mondo, i personaggi che incontriamo sono tutti estremamente ingenui. Un po' troppo estremizzati sotto questo punto di vista ed altri secondo me.
Chakuro è l'archivista della Balena, un ragazzino molto insicuro e pasticcione di quattordici anni che ha una vera e propria abilità nello scrivere; trascrive tutto ciò che succede sulla nave perché vuole poter trasmettere le loro conoscenze ai posteri, visto che nessuno ha fatto lo stesso negli anni precedenti. Lui è il vero protagonista della storia. Al suo fianco troviamo poi Lykos, una ragazzina ritrovata su una nave da sola. È il primo contatto con il mondo esterno che ha la Balena di Fango. Insieme da altri personaggi, tutti molto poco dettagliati e lasciati al caso, vediamo svolgersi le vicende della Balena.

L'impressione che ho avuto durante la visione è che ciò che veniva mostrato fosse solamente una piccola parte; non ho letto i manga, ma ho davvero la sensazione che se non li si ha letti non si possa capire appieno la storia, come se venisse raccontata a pezzi. Moltissimi personaggi potevano apparire interessanti, come i due amici inventori di Chakuro che vediamo all'inizio, ma che poi non hanno un vero seguito. Altre figure chiaramente importanti per la comprensione della storia, come il generale Orka, vengono lasciate molto al caso, non vengono approfondite, introdotte o in qualche modo spiegate allo spettatore; in questo modo mi sono ritrovata ad empatizzare pochissimo con la storia e coi suoi personaggi. Probabilmente sarebbero serviti più episodi, senza tutta questa fretta di far andare avanti la storia. Fretta relativa, un sacco di scene le ho trovate estremamente lente e poco toccanti. Non riuscendo a simpatizzare per un personaggio in particolare, perché tutti piatti e poco segmentati, mi sono annoiata abbastanza nella visione di alcuni episodi.
Quasi tutti i protagonisti ed antagonisti della storia sembrano uguali, non ho trovato molto che li caratterizzasse, tranne forse il personaggio di Ouni, ma anche di lui si sa davvero poco alla fine. In sunto, quello che gli abitanti della nave fanno per gran parte del tempo è piangere, andare nel panico e pregare. Le reazioni che il popolo della Balena ha durante le scene di azione sono ridicole, lente all'inverosimile e troppo poco reattive per essere verosimili; anche i nemici non sono da meno, li lasciano parlare tranquillamente senza attaccarli.
Una figura enigmatica e misteriosa come quella del capitano Shuan avrebbe meritato molta più scena e considerazione, invece viene solo vagamente accennato, come d'altronde succede a quasi ogni personaggio che incontriamo.

Davvero non ho capito tutta questa fretta, avrebbero potuto tagliare alcune scene (tutte uguali poi a mio parere) di disperazione e farci conoscere di più su alcune storie dietro a quelle persone. Anche il finale mi ha lasciata interdetta, non succede niente di imprevedibile per tutta la serie e poi si conclude tutto con un finale estremamente aperto, cosa che non comprendo. Espressa in questo modo sembra davvero una storia abbozzata, parte di una più grande, raccontata per chi ha letto i manga. Avrete dunque intuito che non ne sono uscita per niente entusiasta dalla visione di Children of the Whales. Mi ha un po' annoiato, si sono davvero soffermati troppo su alcuni particolari un po' troppo futili per la trama, tralasciando invece la caratterizzazione dei protagonisti e dei loro aiutanti. Non mi sono emozionata, non mi ha colpito, non lo promuovo dunque. Le scene finali lasciano con troppi punti interrogativi, perché mostrarci quelle cose se poi la storia non prosegue oltre? Per non parlare delle musiche, alcune mi hanno terribilmente ricordato altri anime, come Naruto nelle scene di Orka. La trama della Balena di Fango poteva essere bella e ricca di sorprese, ma è stata sviluppata male.


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