martedì 4 aprile 2017

Tivù di Carta: Recensione Netflix "13 Reasons Why"

Tivù di Carta è una rubrica ideata da me, ma sicuramente ne esisteranno di molto simili, per parlarvi, consigliarvi e recensirvi le ultime stagioni delle serie tv più amate o delle nuove scoperte/uscite. Non ha una cadenza periodica.

Buon pomeriggio miei prodi. Ieri pomeriggio ho finito di guardare la nuova serie originale Netflix: 13 Reasons Why, nota in italiana semplicemente come Tredici, distribuita sulla piattaforma il 31 di marzo. Non potevo non parlarvene perché, oltre ad averla terminata in 72 ore, mi ha davvero rapito il cuore come poche altre serie hanno fatto in passato.

  Tredici / 13 Reasons Why
diretta da: vari;
puntate: 13 episodi da 50-60 minuti;
produzione: Netflix;
main-cast: Dylan Minnette (Clay Jensen), Hannah Baker (Katherine Langford), Tony Padilla (Christian Navarro), Jessica Davis (Alisha Boe), Justin Foley (Brandon Flynn), ecc.

Recensione


Iniziamo subito col dire che 13 Reasons Why è una serie tratta dall'omonimo libro di cui, però, avevo sentito parlare non benissimo in giro per internet. È una serie adolescenziale, i protagonisti sono tutti alle superiori, e le figure adulte sono pressoché di contorno.
Perché l'ho iniziata? a) è una serie Netflix, b) tra i produttori e, se non ho capito male, tra chi ha spinto perché venisse prodotta una serie dall'omonimo romanzo c'è Selena Gomez, che ho sempre visto davanti alla telecamera ed ero molto curiosa di vedere la sua parte nei retroscena.

13 Reasons Why inizia col botto: Hannah Baker, una ragazza diciassettenne si è suicidata da poco, sconvolgendo tutti quella che la conoscevano perché nessuno si era accorto del suo dolore. Non lascia nessun consueto biglietto di addio, ma ben sì sette (tredici lati, da qui il nome), cassette dove spiega i tredici motivi per cui si è tolta la vita.
Tredici cassette per, quasi, tredici temi differenti. Tutti molto veri, alcuni che mi hanno colpito personalmente quando andavo alle superiori, per cui posso dire di essermi immedesimata al cento percento con Hannah. Al contrario, Clay l'ho trovato antipatico per buona parte della serie, all'inizio neanche tanto, ma con l'andare delle puntate avrei voluto prenderlo a sberle, ma alla fine lui è il protagonista e per ciò non mi stupisce il fatto che caratterialmente non mi piaccia.
All'inizio non si capisce bene perché Hannah abbia fatto una scelta così drastica ed estrema, ma più si guardano le puntate, più si ascoltano le cassette insieme a Clay, più si comincia a capire, più non si vorrebbe capire perché, arrivata alla fine con tutti i tasselli del puzzle, la verità mi ha devastata.

La serie è drammatica, movimentata, sentimentale, incredibilmente angosciante e cruda, ma che ho trovato anche molto vera. Mi sono immersa completamente nello spaccato della scuola americana, coi suoi problemi di bullismo e non solo. 13 Reasons Why mi ha preso il cuore, l'ha appallottolato, l'ha strappato e poi anche calpestato.
Ero così sconvolta e presa da un turbinio di emozioni che sul finale non sono riuscita a versare neanche una lacrima, ma tenevo la mano sulla bocca inorridita e, ripeto, sconvolta.
Non mi aspettavo un tornado così violento di emozioni, di temi forti ed importanti, ero più preparata a una tragica storia d'amore. Povera me.
Da guardare? Assolutamente, ma preparatevi i fazzoletti e affrontate le ultime puntate a stomaco vuoto.
Adesso dovrò assolutamente vedermi il documentario, sempre Netflix, dove i produttori e un gruppo di psicologi parlano dei temi trattati.

La consiglio ha tutti spassionatamente, ma vi riavverto sulla crudità degli ultimi episodi che la rendono ancora più angosciante e pesante da digerire. Molto pesante da digerire.
Una serie che di certo non dimentichi in fretta, forse di cui non mi scorderò affatto.

Voto finale:






Tredici
di Jay Asher
Editore: Mondadori
Prezzo: €10,00
Genere: young adult, fiction








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