
Reading Advices è un rubricata ideata da me, a cadenza randomica, dedicata ai miei personali e spassionati consigli di lettura. Consiglio libri di tutti i generi: dai classici, ai fantasy, ma spesso con un tema in comune. Una puntata può avere più di un consiglio di lettura, oppure concentrarsi su un unico romanzo.
Cari prodi lettori, come mio solito arrivo un po' in ritardo, ma abbiate pazienza. La primavera è iniziata il 21 di marzo e da allora, almeno dove abito io, il sole ci ha abbandonato per sole poche ore. Volevo consigliarvi delle letture, diverse alle solite che normalmente trovate sul blog o di cui semplicemente non vi ho mai parlato, ideali per questo periodo. Volevo far rientrare questo post nella rubrica Calderone di Rame, ma visto che ormai è piena di qualsiasi cosa (tag, discussioni frivole e chi più ne ha più ne metta) mi sono decisa a creare una apposita rubrica dedicata, solo ed esclusivamente, ai consigli di lettura.

Forse vi state chiedendo cos'abbiano, questi tre libri, in comune. Mi ricordano tutti la primavera, non perché, per esempio nel primo caso, c'è nel titolo uno specifico riferimento, ma ben sì perché parlano di cose avvengono naturalmente durante questo periodo dell'anno, anche se, a primo impatto, può non sembrare. Non sono impazzita, non del tutto almeno, continuate a leggere e scorporerete di cosa sto parlando. Parlano di rinascita, avventura e scontro con la realtà.
Idi di marzo di Valerio Massimo Manfredi. Uno dei miei suoi libri preferiti in assoluto. Una lettura veloce, coinvolgente e sempre piacevole da rileggere. La sua bravura nelle descrizioni, in questo piccolo romanzo, risalta particolarmente dando il meglio di sé, facendoti sembrare nell'antica Roma al fianco di Cesare. Vi chiederete perché ho scelto di consigliarvi un libro così crudo per il periodo della fioritura. Be' Idi di marzo è il racconto della vita, del risveglio dal proprio rifugio sicuro e del ritrovarsi faccia a faccia con la realtà che forse non si voleva vedere. Non è una storia felice, ma lo vedo molto come un risveglio lento, troppo lento, dopo il letargo, un letargo un po' forzato forse, ma che ti nasconde dalla realtà. Non so quanto per voi abbiano senso queste parole, ma è proprio come mi sono sentita io la prima volta che ho letto questo romanzo.
Lo Hobbit di J. R. R. Tolkien. Perché Lo Hobbit? Lo Hobbit è primavera: la riscoperta di se stessi, la riscoperta del mondo, è avventura, è viaggio, è fantasia. Questo libro urla primavera in ogni pagina, in ogni piccolo giorno che viviamo al fianco di Bilbo Baggins.
Se avete un livello medio di inglese, vi consiglio la lettura in lingua originale. Non fatevi spaventare dalle prime parole che non conoscete, alla fine è una lettura molto facile, basta solo prendervi il ritmo e simpatizzare con parole come dwarf, warg ecc. E se avete provato a leggere Il Signore degli Anelli senza successo, state tranquilli, Lo Hobbit è assai più leggero!
Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron. Libro infelice, pieno di angosce e ansie, ma che ti fanno vedere i tuoi problemi sotto una diversa prospettiva. L'ho trovato un libro molto commuovente, adattissimo per chi si trova a non sapere cosa fare nel suo futuro, pieno di spunti su cui riflettere. Ideale per una chi alla ricerca di rinascita.
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