Quante volte siete rimasti delusi dalle copertine delle versioni tradotte? Il Gufo Parlante è una rubrica mensile per confrontare diverse copertine, edizioni ecc. Ogni mese trarrò una classifica con la copertina più bella, tratta da una uscita recente, e un confronto tra due copertine (originale vs. versione italiana).
Buongiorno lettori, è da un po' che non scrivo, ma ahimè sono ferma a metà nella lettura di Half Bad e sono stata anche malaccio nei giorni scorsi. Febbraio non è proprio iniziato col botto, ma non siamo qui per parlare della mia malattia, ma delle copertine del mese di gennaio —perdonate il fatto che siamo al dieci di febbraio.—
Copertina del mese: Caraval, versione statunitense.
Caraval è il primo libro di quella che sembra essere una dilogia (non vorrei sbagliarmi). In italiano il libro non è ancora disponibile ed è appena stato pubblicato, il 31 di gennaio di quest'anno, negli USA.
Per la traduzione e la pubblicazione nella nostra lingua ho fatto un po' di ricerche, ma non si sa ancora nulla.
La grafica di copertina mi ha colpito immediatamente. Il contrasto tra le decorazioni in rosso e il blu scuro di sfondo è armonioso e rende la copertina una vera calamita per gli occhi.
Ho un po' paura che nella versione italiana la grafica non venga rispettata, ma incrociamo le dita.
Vi piace questa copertina? Io la adoro, letteramente.
Adesso invece, passiamo alla parte più spinosa, ovvero il confronto tra due copertine (originale vs. italiana), siete pronti?
Copertine a confronto: Una gabbia di stelle, Robin Roe.
Vi piace questa copertina? Io la adoro, letteramente.
Adesso invece, passiamo alla parte più spinosa, ovvero il confronto tra due copertine (originale vs. italiana), siete pronti?
Copertine a confronto: Una gabbia di stelle, Robin Roe.
| USA- A List of Cages | ITA- Una gabbia di stelle![]() |
La copertina italiana aveva le migliori aspettative, a prima occhiata, infatti si nota come l'illustrazione riprenda il titolo del romanzo —cosa sempre molto apprezzata—, ma poi cade nei particolari. Il font usato per il titolo, che si collega alla gabbia, è davvero bruttino e anonimo. Per non parlare del font utilizzato per lo scrittore e per la scritta posta sotto la gabbia. Potevano lavorarci di più rendendo il tutto meno insipido e triste, perché quello che traspare dalla copertina italiana è qualcosa di veramente triste.
Questa volta l'avversario, la copertina originale statunitense, non è la migliore mai vista. Semplice, forse troppo e con scelte di colori molto dissonanti tra di loro; eppure il font è carino e meno serio della nostra versione. Va sempre considerata la trama del libro per fare una copertina e in quella americana si intuisce che si parla di un adolescente —un ragazzo all'ultimo anno di liceo—, mentre in quella italiana sembra più una storia d'amore tra adulti. Almeno questa è stata la mia impressione.
Quindi proclamo vincitrice, ma non assoluta perché tutto sommato ho visto copertine più belle, la versione della copertina originale. L'italiana è rimandata a settembre, benino, ma non bene.


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